
Weed è un piccolo paese della California che va a tutta birra. Letteralmente. Qui si produce una birra molto apprezzata dai locali e degna di una deviazione dalla highway per assaggiarla insieme a un buon sandwich.
Tuttavia vaune dillmann, sessant’anni, proprietario della mt Shasta brewing co. la distilleria di weed, ha voluto strafare e lanciare la sua birra fuori dagli angusti confini del paesino e dei suoi pochi abitanti. Cosa ha fatto mister dillman? Si è inventato uno slogan, memore forse della sua gioventù e dello spirito libertario che animava la california in epoca pre-swarzhenegger. Ha lanciato la sua birra con lo slogan “try legal weed”. E lo slogan lo ha messo su tutti i tappi della sua birra.
Che vuol dire? Letteralmente ha un significato molto innocente, invita a provare la birra lecita di weed, ma c’è un "ma". weed, è, sì, il nome del paese, ma in inglese è uno dei tanto modi di chiamare la marijuana, l’erba illegale. Ecco che allora “try legal weed” diventa proprio un'altra cosa. Suona proprio così: provate l’erba legale.
Un gran successo di pubblico e di critica, tranne un dettaglio. Al dipartimento del tesoro che gestisce le licenze dell’alcol e del tabacco si sono innervositi parecchio. Dicono che quelle tre parole alludono all’uso di marijuana. Il fatto è che mr dillmann non rischia solo una multa, potrebbero chiedergli di smettere, non di bere o di fumare. Ma addirittura di produrre la sua birra, che ormai sa troppo di erba proibita.