
Gregory Corso, Allen Ginsberg, William Burroughs, Maretta Greer at Opening of Timothy Leary's Mediation Center, Hudson Street, February 15, 1967 by Fred W. McDarrah
© McDarrah/
Steven Kasher GalleryÈ morto il fotografo americano Fred William McDarrah, collaboratore del Village Voice, autore di ritratti straordinari: Bob Dylan, Norman Mailer, Andy Wahrol, Jack Kerouac, William Burroughs e degli altri protagonisti della Beat Generation.
L’ho ammirato da sempre e conosciuto a Roma in occasione di una mostra dei suoi lavori alla Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea. Era il 2001. Mi sono permesso di raccontarlo nel libro Guida alla Beat Generation. Riprendo qui alcuni passaggi per ricordarlo ai lettori del Taccuino di Yul.
«Kerouac che fuma e pensa, poi sembra depresso e poi invece esplode di nuovo improvvisando un testo. E poi Dylan sulla panchina, eterna giovane promessa della Beat Generation, poi autore che cambierà la musica. E poi Ferlinghetti, ancora senza barba, che legge le sue poesie. E poi il padre di tutti, Ginsberg, il poeta e leader, e via via gli altri. Lo sguardo di Fred McDarrah restituisce ai Beat tutta la loro attualità,sono scatti rubati alla vita quotidiana. Le foto raccontano un momento, non il mito. E così pensiamo a questi scrittori come a dei parenti lontani, tuttora vivi nella nostra memoria.
Certamente un capitolo della storia di questi scrittori e poeti deve ancora essere scritto.
Il rapporto, strettissimo, fra la fotografia e la Beat Generation. Penso al lavoro di McDarrah, penso in particolare al suo bellissimo libro Kerouac & Friends:
A Beat Generation Album, pubblicato da William Morrow, New York 1985. Fra i ritratti di McDarrah si scorge intanto un
Jack Kerouac perseguitato dalla fama che gli ha dato
On the Road. Un successo che ha poco alla volta cancellato lo scrittore per imporre un divo. Quasi una rockstar, con tutte le caratteristiche dei divi maledetti degli anni Sessanta/Settanta. Nelle foto di McDarrah traspare a volte un altro Kerouac, meno divo e più scrittore. Il Kerouac di
Vanità di Duluoz, di
Visioni di Cody. L’autore che voleva essere il Proust americano, pronto a raccontare la sua vita come
format di una irrequietezza che ha attraversato tutto il secondo Novecento. E poi c’è anche
Ginsberg. Tra le foto che McDarrah gli ha scattato mi ha colpito quella scattata all’ingresso dell’Artist’s Club, il 31 dicembre del 1958. Il poeta lancia un urlo al nuovo anno. Non me la ricordavo o non l’avevo mai vista. » la sintesi del lavoro di questo fotografo cronista».
Un abbraccio a
Fred McDarrah ci ha permesso di fare un viaggio alla ricerca delle nostre radici.
Alla ricerca del tempo perduto Beat.