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emanuele bevilacqua

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Appuntamenti

La mezzanotte di Radio 2

 

20 gennaio 2008
La mezzanotte di Radio 2

con Emanuele Bevilacqua
si parlerà di Facebook




Sul comodino

Ultimo acquisto:


Mio amato Frank

di Nancy Horan
Einaudi Stile Libero, 2007
Traduzione di Carla Palmieri




Eventi

Buon compleanno Jack!


Il 12 marzo del 1922 nasceva, a Lowell, Jack Kerouac...

Avrebbe avuto ottantasei anni... così la sua città ha deciso di fargli un omaggio:
Lowell Celebrates Kerouac!



Archivio per August 2007

28/08: Sulla strada, nel rotolo

San Francisco - Jack Kerouac


È uscito negli Stati uniti On the Road. The Original Scroll. Una versione, dichiarata inedita e originale, di Sulla strada, il libro che 50 anni fa, fece conoscere lo scrittore americano e lanciò  il fenomeno della Beat Generation. Kerouac scrisse il testo di getto, senza punti né virgole, su un rotolo (scroll) di telescrivente.

La versione è quella che Jack Kerouac avrebbe voluto veder pubblicata, ma che fu allora rifiutata dalla sua casa editrice, la Viking, perché giudicata invendibile se non illeggibile. Con qualche sapiente modifica che Kerouac non avrebbe gradito, come quella di sostituire ai nomi di fantasia quelli degli amici, ai quali si era ispirato per costruire la storia. Ciò che colpisce sono le argomentazioni piccanti che accompagnano il lancio della nuova edizione e che vengono dalla Viking e dai curatori, fra i quali Joshua Kupetz, dell'Università del Colorado. È sempre più difficile lanciare un libro e assicurarsi un successo adeguato agli investimenti, vedi il caso dell'ultimo deludente Harry Potter. Tuttavia, parlare di versione censurata, e stimolare un po' di pruderie alludendo alla più esplicita tendenza alla gaytudine di questo Kerouac, è da marketing spazzatura. I lettori si troveranno davanti a un libro sperimentale, ricco di stimoli creativi e d'intuizioni di quella "letteratura Be bop" che Kerouac elaborò, traendo ispirazione dalle improvvisazioni degli artisti che amava ascoltare, Parker, Monk, Gillespie, ma anche dalle lunghe lettere che gli inviava Neal Cassady (Dean Moriarty in On the Road).

Nasce così lo Scroll
, il linguaggio è esplicito, con descrizioni di atti sessuali fra adulti e, come annunciato in questi giorni, situazioni al limite della pedofilia, anche se probabilmente si tratta del rapporto fra Cassady  e la sua sposa sedicenne.
Il testo, siamo agli inizi degli anni '50, finisce sul tavolo di un consulente della Viking, Malcolm Cowley. Critico affermato, scrittore, Cowley trova numerose incongruenze nel percorso  dei due protagonisti, Sal e Dean: «Andavano a Est e a Ovest muovendosi come su un pendolo». L'avventura e la voglia di perdersi negli spazi d'America non si avvertono. Cowley, che aveva intuito le potenzialità di successo del romanzo, suggerisce di dare più coerenza all'itinerario, trasformandolo in un rito d'attraversamento degli Usa. Kerouac non apprezza i suggerimenti ma se si adegua: «Cowley fece un numero infinito di revisioni e inserì migliaia d'inutili virgole», dichiara un adulto Jack Kerouac alla «Paris Review» nell'estate del 1968. Dopo varie proteste (si fa raccomandare da Allen Ginsberg), Kerouac riscrive il libro. Saranno 7 anni tormentati, fino all'uscita fragorosa del 5 settembre 1957. Un percorso duro che minerà Kerouac. In quel periodo scriverà molti dei suoi libri, ma si dedicherà sempre più all'alcol.

Insomma, va dato a Cowley ciò che è di Crowley. Kerouac non è Joyce. Senza quelle revisioni Kerouac non sarebbe il Re del Beat, il cantore della libertà letto da milioni di giovani, ma uno dei tanti autori sperimentali da tremila copie che si trovano solo nelle biblioteche ben fornite. Del resto, senza il lavoro degli editor, metà della letteratura d'oggi sarebbe ottima per il caminetto (e forse l'altra metà sarebbe migliore).

Categoria: General | Inserito da Emanuele Bevilacqua | 1 Commento

10/08: Pezzullo balneare


Archiviare tutto e mettere tutto a posto, compresi i desideri
Mandare quelle due o tre cento e mail omesse negli altri giorni dell'anno
Occuparsi di più del corpo
Ridere di più
Riflettere di più
Dormire di più
Scrivere quei due o trecento romanzi rimasti incastrati in mezzo ai tasti del computer
Leggere, leggere soprattutto le cose pallose impilate su qualche tavolo
Rivedere il ponte di Calatrava a Boston e quello di Bilbao
Imparare a cucinare i crispy spinachs e la parmigiana di melanzane alla napoletana
Ascoltare, ascoltare le persone con la stessa pazienza che si dedica alla radio

Undici propositi, come una squadra di calcio
Vi suggerisco di mettere anche voi in campo undici propositi con il preciso obiettivo di non raggiungerne nemmeno uno.

Buon riposo

Categoria: General | Inserito da Emanuele Bevilacqua | 2 Commenti

07/08: William S. Burroughs & Timothy Leary

 

Timothy Leary interviews William S. Burroughs

 

Dieci anni fa, il 3 agosto del 1997, moriva William S. Burroughs, amico di Kerouac e Ginsberg, grande scrittore, autore del Pasto nudo. Mi piace ricordarlo con questo brano di conversazione fra lui e Timothy Leary, scomparso il 31 maggio del 1996.

Timothy Leary: Vuoi fare questa cosa, William?
William S. Burroughs
: Perché no?

TL: Il primo tema è l’immortalità. Sai, io ho fatto la firma per la crionica. Ci hai pensato anche tu, alla crionica?
WSB: Ah . . . Ci ho pensato, ma no, no, no. Penso che una qualsiasi immortalità fisica sia un passo nella direzione sbagliata. È una questione di separare l’anima - comunque la si voglia chiamare - dal corpo, senza perpetuare il corpo in alcun modo. Ecco: penso che perpetuare il corpo sia comunque un passo nella direzione sbagliata.
Gli Egizi facevano le loro mummie, e la conservazione di queste era indispensabile alla loro immortalità. Penso che bisogna allontanarsi dal corpo, più che cercare di entrarci.

TL: Perché non avere a disposizione l’opzione di fare saltare, prontamente, la coscienza di nuovo dentro il corpo? Sai, gli Egizi sono davvero interessanti; io vedo le loro tombe, in fondo, come capsule di rianimazione.
WSB
: Ecco precisamente

TL: Si servivano della scienza più avanzata dei loro tempi. Ho lavorato negli ultimi tempi con degli scienziati in un nuovo campo che si chiama bio-antropologia. Nel corso di venticinque secoli ci sono state quattro ondate di predatori di tombe. La prima ondata ha preso l’oro, la seconda i tesori artistici, poi sono arrivati i Britannici e i Francesi. Tutti questi saccheggiatori hanno preso le fasciature, intrise di sangue essiccato, e le hanno gettate in un angolo. Ma ora i microbiologi possono estrarre il Dna dai resti biologici. Così il progetto egizio ha addirittura funzionato: tra dieci anni saremo in grado di clonare i faraoni! Certo, c’è il problema che non avrebbero i loro ricordi. Ma ecco perché hanno compreso anche il software, sotto forma di gioielli e altri artefatti. Lo trovo ammirevole. Il tuo libro sulle Terre d’occidente [The Western Lands] mi ha affascinato. L’ho letto e riletto, e cito abbastanza spesso le tue parole nei miei scritti sulla crionica. E cosa mi dici delle possibilità postbiologiche? Moravek eccetera. Lui dice che puoi scaricare il contenuto del cervello umano e inserirlo nei computer, e costruire un nuovo corpo con software-antenna simili a spazzole...
WSB: Certo, certo.

TL: E il linguaggio come virus, Michel Foucault?
WSB: È ovvio come il linguaggio sia un virus, perché dipende dalla replicazione. Quali altri discorsi ponderosi abbiamo?

TL: I tuoi dipinti di ogni genere... certo, Brion Gysin era sempre quello che faceva il pittore.
WSB: Vedi non avrei mai potuto cominciare a dipingere sul serio se non dopo la morte di Brion Gysin. Non avrei mai potuto fargli concorrenza. Ma ora ci ho guadagnato più quattrini di quanti ne abbia guadagnato lui in tutta la sua vita.

TL: Probabilmente hai guadagnato di più con i dipinti che con i libri, vero?
WSB
: Mi ha tirato fuori da un abisso finanziario. Mi posso comprare le pistole ad acciarino.

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