Devo dire che il discorso sulla lentezza che chiude Estate di Yul, mi appartiene proprio. Per scrivere un libro non retorico e asciutto ho impiegato un bel po’ di tempo. E si tratta in fondo di un libro che non supera le duecento pagine.
Per levigarlo e togliergli quella patina nostalgica, quel ritmo epico, ho lavorato di lima e di sciabola. Poi, una volta finito e lucidato, sono iniziate le vicende editoriali. Anni. Certo in questo periodo ho fatto altro. Non sono stato esattamente chiuso in una stanza a scrivere e a limare.
Come si suol dire ho vissuto, lavorato, tanti mestieri, amato, tante storie, fatto figli, e ho perfino scritto libri che sono stati pubblicati senza troppi problemi. Yul era solo un gioco, una piccola dimostrazione di abilità, un divertimento.
Un omaggio/sberleffo agli amici beat, ma soprattutto al vecchio Henry Miller, autore che strappa applausi a scena aperta. Miller tocca delle corde piazzate nella corteccia cerebrale che hanno a che fare con l’entusiasmo.
È facile trovare scrittori più abili, più intelligenti, più precisi. Trovare un cecchino letterario non è faticoso, uno che, asciutto, arriva lì dove intende arrivare. Miller no, Miller è fluviale, parte e ti parla a lungo di sesso, ti racconta tutti i peli che ci sono in una figa, poi infila lì, quasi per sbaglio un pensiero che ti lascia di stucco. E tu pensi: se stessi contemplando un pelo non avresti mai la serenità di pensare un pensiero così. Miller aveva bisogno di immergersi nelle cose per poterle descrivere e scovarne i segreti. Per questo il vecchio Henry mi torna in mente ogni volta che mi metto a scrivere. E quindi il primo pensiero di questo blog è per lui.
– Buongiorno, Mr Miller. Avevo tanto desiderio di conoscerla.
– Bene, lei ora mi ha conosciuto. Grazie per il libro, l’ho molto gradito.
– E volevo ringraziarla. È stato un maestro.
– Sa che molti mi considerano un cattivo maestro.
– Sbagliano.
– La ringrazio ancora.
Poi saluta con la mano mentre si allontana.
Ritorno indietro, camminando per Ocean».
da Estate di Yul Leconte 2006
